GRUPPO VOLONTARI RCA 

I volontari del Centro missionario (circa una cinquantina) che stanno di anno in anno crescendo di numero, collaborano attivamente nelle opere di Maigaro e di Niem.  Si tratta di un gruppo ben affiatato (uomini, donne e giovani), provenienti da varie diocesi (Treviso, Padova, Trento, Udine, Venezia, Milano, Genova, Reggio Emilia…) che ha abbracciato l’esperienza missionaria con la gioia di poter donare qualcosa di importante della loro vita, con generosità e gratuità, consapevoli che “è molto più quello che si riceve di quello che si da”.

Si fanno loro stessi, al rientro, animatori missionari nelle scuole e nelle parrocchie. Sono fortemente propositivi, con spiccate capacità organizzative, ma sempre in docile dialogo con le suore missionarie, i superiori, il centro missionario.

E’ una bella famiglia che cammina con noi condividendo lo spirito francescano e missionario del nostro carisma. Annualmente realizziamo un incontro per tutti allo scopo di ringraziare il Signore con l’ Eucaristia, stare assieme  e continuare a pianificare prestazioni in missione..

Il piccolo ospedale di Maigarò è ormai centro di soccorso non solo per la gente, ma anche per i missionari della zona che altrimenti non avrebbero come curarsi. Esso è stato realizzato completamente dai nostri volontari con tanto sacrificio in tre anni di assiduo lavoro. (2004-2007)

Non si può non ricordare il nostro carissimo volontario Mario Durighel che, per quest’opera, ha sacrificato la sua ancor giovane vita con la morte avvenuta il 20 febbraio 2005 a Maigaro.

A te, Volontario mongiu
(“mongiu” in lingua sango significa “bianco”)
Volontario mongiu,
sono una mamma col suo bambino sulla schiena
e un altro nel grembo, in attesa di vedere la luce,
una delle tante che siedono pazienti
sotto l’albero del vecchio dispensario
aspettando il suo turno.
 … giorno dopo giorno
Io ti ho visto quando al mattino arrivavi al cantiere cantando
o fischiettando qualche vecchio motivo italiano
e il vento del deserto faceva eco alla tua voce
e disperdeva nella savana le tue melodie.
… Il tuo canto diceva “AMORE!”
 … giorno dopo giorno
Io ho visto il tuo sudore scendere dal volto
quando sotto il sole cocente di Miagarö,
col piccone in mano scavavi le fondamenta, facevi la colata di cemento,
sistemavi una pietra sopra l’altra,
e intanto donne generose venivano a spegnere la tua sete,
o ti preparavano il nutrimento sfaccendando accanto al fuoco;
… Il tuo sudore diceva: “AMORE!”
 … giorno dopo giorno
io ho visto la tua gioia quando, sistemato l’impianto elettrico e idrico,
come per incanto sgorgava l’acqua e splendeva la luce:
dico la verità: a me, quello, è sembrato il primo giorno della creazione!
… La tua gioia diceva: “AMORE!”
 … giorno dopo giorno
io ho visto la tua pazienza quando, con bontà,
insegnavi ai giovani africani,
concedendo loro tempo per apprendere il mestiere,
comprendendo il loro modo di fare e di essere,
apprezzando in alcuni la grande voglia di imparare,
ho visto quando, senza dar nell’occhio, regalavi loro,
come incoraggiamento a perseverare,
i tuoi stessi strumenti di lavoro;
… La tua pazienza diceva: “AMORE!”
… giorno dopo giorno
io ho visto la tua fatica quando, giunta la sera, lasciavi il cantiere
recando sulle spalle stanche, oltre il peso del lavoro,
il pensiero della famiglia lontana;
… La tua fatica diceva: “AMORE!”
… giorno dopo giorno
Ho atteso con ansia il domani:
L’ho atteso per me, per il mio bambino, per tutta la mia gente.
L’ho atteso con pazienza, sapendo che sarebbe arrivato il momento
in cui la mia dignità di donna sarebbe stata riscattata
perché tu, volontario mongiu,
non ti arrendi finché l’opera non sia compiuta.
 Oggi, sì, il mio bambino, quello che portavo in grembo,
ha potuto venire alla luce proprio qui,
in questo nido di tenerezza preparato da te!
Ed è come un prodigio… Un miracolo di amore!
Ciò che ho sognato per anni, oggi è realtà sotto i miei occhi.
Ho visto sorgere un piccolo paradiso in mezzo alla savana:
c’è l’acqua limpida nella fontana, c’è luce nel buio della notte,
c’è fragranza di pulito intorno a me… c’è profumo di amore!
 Io sono una povera donna di villaggio, non sono mai andata a scuola,
ma una parola la so dire: Grazie, Volontario mongiu!
 Permettimi che ti dica la verità:
quella donna di villaggio che non ha nome sono io, dice Dio;
sono io che oggi ti dico “grazie”perché
“ho avuto fame e mi hai dato da mangiare, ho avuto sete e mi hai dato da bere, ero nudo e mi hai vestito,
ero ammalato e mi hai costruito una casa…
non potevo camminare e mi hai offerto un letto,
ero triste e dolorante e mi hai consolato” …
 Ti assicuro: qualunque cosa hai fatto ai miei fratelli,
anche più piccoli, l’hai fatta a me!
 Il cuore si commuove nel mio intimo,
poiché tu mi hai riconosciuto nei poveri della terra;
in essi mi hai amato, mi hai servito, mi hai mostrato il tuo amore…
… e… uno tra voi ha dato la sua stessa vita…per me!
 Mai mi dimenticherò di te:
ho già preparato un posto per te nel mio regno!
 Grazie, Volontario mongiu, lo dico io, il tuo Dio
e lo dico proprio a te!... GRAZIE!   (L. S.)

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